Dispense di deontologia per l'ammissione alle categorie professionali

Revisione maggio 2006

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Tre funzioni della deontologia

1) Il rapporto con la propria coscienza

"Se lo guidi con l'amministrazione e lo uniformi con le leggi, il popolo le eviterà e non conoscerà vergogna" (Mencio) La saggezza di Mencio ben si presta all'introduzione di questo codice deontologico. I principi e le regole che vi si esprimono, anche se richiedono rispetto, non vogliono essere imposte ma condivise. Non controlli e sanzioni ne sono garanti (ci sono ma non servono più di tanto) bensì il convincimento che le regole che ci siamo dati siano giuste e meritevoli di essere rispettate. Nelle professioni protette, un'infrazione al codice deontologico può di fatto comportare la radiazione dall'albo e la perdita del diritto di lavorare (anche se ciò avviene ben di rado). Noi siamo una libera associazione nel contesto di una libera professione e quindi l'idea stessa di imposizione è improponibile. Il codice deontologico è essenzialmente un metro per misurare la propria coerenza rispetto alla decisione di partecipare a questa comunità, infrangerlo significa di fatto porsi al di fuori di essa e la commissione disciplinare (previ ripetuti ammonimenti) non farà altro che ratificare questo allontanamento. Questo codice andrebbe vissuto innanzitutto come interlocutore per la propria coscienza, un segno di identità e appartenenza. In queste dispense i principi e le regole della deontologia (in blu e/o in grande; in verde e/o in grande quelli tratti da altre parti dello statuto) vengono commentati per permettere una maggiore condivisione dei fatti e delle opinioni che hanno portato stesura del nostro c.d..

2) Il rapporto con gli altri

Rapporto con i colleghi Differenza fra solidarietà ed omertà Fatti salvi i principi esposti nella sezione precedente, dobbiamo rammentare che uno dei principali scopi associativi è quello della tutela degli operatori e che purtroppo il cattivo comportamento di un singolo - soprattutto in questi tempi - si ripercuote negativamente sull'intera categoria. Come dice il nostro codice: [l'operatore/trice] Pur riconoscendo nella solidarietà fra operatori un valore fondamentale e deontologicamente irrinunciabile, non lo spingerà sino all'omertà. Nel caso si trovi ad avere il fondato sospetto che un collega stia agendo o abbia agito in maniera da recare grave danno al cliente o in aperta violazione delle norme dell'associazione, egli/ella è tenuto/a ad informarne la commissione disciplinare. Importante quindi distinguere fra solidarietà ed omertà, poiché la prima beneficia l'intera categoria, la seconda la danneggia. Cooperazione meglio che competizione L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong nella consapevolezza che le giuste relazioni umane sono importanti per la salute collettiva, preferisce il modello della cooperazione a quello della competizione, si comporta con lealtà nei confronti dei propri simili e dei propri colleghi. Lealtà in particolare non denigrerà mai un collega di fronte ad un cliente e non cercherà in alcun modo di accaparrarsi clienti altrui Confronto costruttivo Dovendosi misurare con qualcuno lo farà sempre in modo cavalleresco e sportivo. Egli/ella riconosce che, fatta salva una sana autostima, il confronto che arricchisce è attento ai pregi altrui e ai propri difetti, nella consapevolezza che superiorità ed inferiorità non sono mai assolute poiché molteplici e diversi sono i talenti di ciascuno. Quest'ultimo punto è importante perché il settarismo è pernicioso quanto l'omologazione; diverse parti del nostro statuto vi si collegano; ad es.: "La tradizione del Tuina e tecniche complementari si è evoluta nel corso di millenni articolandosi in scuole ed indirizzi. Essendo la prassi manuale un intervento che richiede tanto tecnica quanto arte, più l'operatore acquista esperienza più il suo stile diventa unico e personale. L'associazione vede in questa eterogeneità una ricchezza, e, al di là del necessario standard di base che garantisca serietà e competenza dell'operatore professionista, incoraggia la creatività che si acquisisce con l'esperienza, purché non travalichi i limiti del presente codice deontologico e non si traduca in uno snaturamento della tecnica acquisita con la propria formazione." "Il rispetto per l'identità culturale è un principio che si applica non solo alle discipline ma anche a chi le applica; per questo gli operatori/trici aderenti all'associazione intendono salvaguardare l'identità di queste discipline senza rinunciare alle radici culturali loro proprie. L'Associazione considera quindi negativamente forme di eccessivo esotismo e/o l'importazione di forme di servilismo o idolatria che talvolta caratterizzano il rapporto fra maestro e discepolo in Cina. "L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong esercitano liberamente la propria professione per promuovere e mantenere la salute, per migliorare la vita dei propri clienti, senza distinzioni di sesso, razza, religione o convinzioni politiche, con competenza, buon senso, responsabilità e prudenza. " Rapporto con i clienti L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong ricerca sempre se opportuno la collaborazione con il medico curante attraverso lo scambio d'informazioni, nel rispetto della privacy e della volontà di quest'ultimo/a. Incoraggerà sempre il cliente a sottoporsi ad accertamenti medici che possano oggettivamente stabilire lo stato della propria condizione. L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong mantiene sempre il massimo livello d'igiene personale, del luogo e degli strumenti di lavoro. L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong agisce sempre nel pieno rispetto della sensibilità e del pudore del/della cliente evitando in ogni modo di procurargli/le imbarazzo. Ove possibile e secondo le proprie condizioni economiche, presta la propria opera gratuitamente a persone realmente bisognose. L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong è tenuto/a al massimo riserbo su qualsiasi informazione riguardante i propri clienti e può comunicare le proprie esperienze ai colleghi solo in forma rigorosamente anonima. L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong agisce in maniera da stimolare l'autotutela della salute del/della cliente, cercando di non creare forme di dipendenza. A tal fine può insegnare esercizi coadiuvanti, automassaggi e i semplici esercizi Qigong che ha appreso nel proprio iter formativo, limitatamente al contesto dei propri clienti e solo come tecniche ausiliarie al proprio trattamento. L'insegnamento del Qigong come tecnica a sé stante è riservato agli insegnanti Qigong. Norme per l'attività previste dal nostro codice deontologico Questi esempi dovrebbero bastare a far comprendere la necessità di quanto il nostro c.d. prescrive, in particolare: L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong non prescrive farmaci né interviene sulle prescrizioni mediche. L'operatore/trice Tuina e tecniche complementari e/o Qigong si asterrà sempre dal formulare diagnosi mediche o utilizzare termini ambigui che possano suonare al cliente come tali; inoltre si asterrà dal giudicare o criticare percorsi e comportamenti di medici o dal criticare la metodologia operativa della Medicina accademica o dal sottolineare la possibile tossicità di farmaci, onde evitare di ingenerare nel cliente perniciosa sfiducia nel proprio medico o nella capacità curativa di farmaci. Ricordiamo la definizione di Tuina e Qigong nel nostro statuto: Tuina e Qigong si fondano su una filosofia organicista che considera l'essere umano: - nella sua integrità, senza separazioni fra corpo, psiche e spirito; - nella sua identità, con attenzione alla sua realtà soggettiva; - nel suo mistero, con riferimento al suo rapporto con la dimensione trascendente e prenatale (xian tian); - nella sua interdipendenza dal mondo naturale, come espressa nei classici della medicina cinese; - nella sua capacità di relazione ed adattamento all'ambiente naturale e sociale; Si tratta di discipline complesse, poiché hanno per oggetto l'uomo nella sua complessità, ed al tempo stesso semplici poiché il loro scopo è quello di coadiuvare i processi naturali e spontanei della salute attraverso un'azione mirata ad incrementare la funzionalità dei macrosistemi psicofisici di regolazione e rigenerazione riconosciuti dalla tradizione cinese; nello specifico: - dinamica Yin-Yang; - rete di canali o meridiani e suoi punti attivi; - relazione fra fulcri dell'attività vitale psicometabolica come espressa dal sistema degli Zang-Fu; - circolazione e microcircolazione di Qi, Sangue e liquidi. - relazione armonica fra sostrato (Jing) energia (Qi) e spirito (Shen); - implementazione, espressione e relazione armonica dell'individualità fisioenergetica (Ming) e dell'identità personale (Xing) Per tutti questi motivi abbiamo approntato un'informativa per il pubblico uguale per tutti. Certo, l'abitudine di far firmare un pezzo di carta ai propri clienti non è facile da acquisire, non è piacevole, toglie intimità. Tuttavia proposta nel giusto modo potrebbe potenzialmente creare ancora maggiore solidarietà fra operatore e ricevente. Recependo le perplessità espresse da più soci le procedure sono state molto semplificate rispetto a quelle originariamente previste nel c.d. dello statuto, nel modo seguente: L'informativa è obbligatoria solo per il trattamento Tuina (modulo A) e facoltativa per il Qigong (modulo A ex modulo C). Il testo è stato ridotto all'osso e molto semplificato. Le informazioni essenziali sono state inserite in un unico modulo, parte resta al cliente parte all'operatore/insegnante La parte del cliente istruisce sul fatto che il trattamento (o l'insegnamento) non sostituisce la terapia e lo informa sulla possibilità di rivolgersi alla commissione disciplinare. La parte che resta all'operatore è la dichiarazione obbligatoria che l'operatore conserva a sua tutela per dimostrare in caso di bisogno di non aver invaso campi protetti. Le dichiarazioni obbligatorie firmate sono attestazioni valide di trattamento (e/o insegnamento) per il passaggio di livello e la loro veridicità può essere sottoposta a vaglio da parte della commissione disciplinare. L'utilizzo dei moduli è riservato ai soci iscritti nelle categorie professionali. Per l'insegnamento del Qigong (incluso l'automassaggio); il nostro codice prevede inoltre di: - non insegnare mai esercizi potenzialmente pericolosi o inadatti alla costituzione, età e condizione fisica della persona, con particolare riguardo allo stato di gravidanza, ai problemi della terza età e ai bambini; - attenersi sempre al principio generale di quiete e naturalezza senza mai forzare la persona oltre i propri limiti, dando la preminenza all'atteggiamento mentale rispetto a quello fisico e senza mai finalizzare la pratica all'acquisizione di potere in senso lato L'idea di professionalità nell'essere soci professionali di Qi Gong di OTTO è: " Perseveranza e onestà nell'approfondire la conoscenza nel Q.G intesa come apertura, mettersi in discussione, ricerca, per arrivare ad un livello di sempre maggiore chiarezza della materia per un percorso di vita e di studio; " Necessità di un curriculum da arricchire continuamente indipendentemente dai diplomi raggiunti (scuole e formazioni istituzionalizzate); " Proporsi allo scambio e alla condivisione della esperienze per la possibilità di approfondire la proprie conoscenze e per dare occasioni di crescita ad altri; " Riconoscersi ed ottenere riconoscimento, è quindi necessario un contatto personale tra gli associati e la disponibilità di partecipare e rendersi propositivi all'interno della vita associativa di OTTO; " La conferma di adesione come professionista avviene in occasioni di incontri di interscambio organizzati da OTTO e previa autocertificazione consapevole di riconoscersi nelle ragioni deontologiche e nella professionalità fin qui descritta; " Consapevolezza nell'autocertificazione significa di saper scegliere nell'aderire ad OTTO come socio amatoriale o professionale In particolare agli insegnati di è chiesto: " Consapevolezza di responsabilità nell'insegnamento " Esperienza di gestione con gli allievi al fine di condurre un gruppo in sicurezza " Capacità didattiche; OTTO chiede la libertà di: " approfondire lo scambio interpersonale nei confronti di candidati con formazione individuale per avere maggiori opportunità di riconoscersi e quindi dare riconoscimento professionale; " rinviare il riconoscimento professionale; " disconoscersi.

3) Rapporto con la legge

Questa sezione è stata stralciata dalle dispense di deontologia ma se ne raccomanda fortemente la lettura. E' disponibile sul sito nell'area riservata ai soci. Sanzioni e provvedimenti disciplinari Ci auguriamo che a questo punto della lettura si capisca l'importanza delle regole che ci siamo dati e il motivo per cui OTTO considera la formazione deontologica una condizione imprescindibile per entrare nelle categorie professionali dell'associazione. Per superare il colloquio è sufficiente studiare la presente dispensa. Se una volta conosciute le regole ed il loro motivo di essere ci si comporta apertamente in violazione delle medesime, questo è ciò che accade: Il socio che violi il presente codice deontologico o lo statuto ovvero il regolamento è sottoposto alle seguenti sanzioni: 1) richiamo amichevole; 2) richiamo formale che se reiterato per più di tre volte comporta automaticamente la sospensione; 3) espulsione. Le sanzioni comminate ai soci ad esclusione del richiamo amichevole verranno pubblicate sul sito dell'associazione nella parte riservata ai soci per la sanzione di cui al punto due e nella parte pubblica per le sanzioni di cui ai punti 3 e 4. Il tipo di sanzione da applicare sarà deciso dalla commissione disciplinare avuto riguardo all'importanza della regola violata e alla gravità del comportamento del socio anche sotto l'aspetto soggettivo. Il procedimento disciplinare viene regolato dalla commissione ma deve assicurare la difesa ed il contraddittorio. Il membro o i membri della commissione che hanno condotto gli accertamenti e le indagini del caso non potranno partecipare alla deliberazione della sanzione. Il compito fondamentale della commissione è quello di calmierare e pacificare e solo come estrema ratio ricorrere alle sanzioni.

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